Marco Minghetti -

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06/05/08

Atticisti

Atticisti1_3

Stefano Disegni ci invia questa lettera che volentieri pubblichiamo:

Atticisti2_2Sperando di fare piacere, invio agli amici questa

mia riflessione sui perché e i percome a Roma (e forse pure in

Italia) ci  hanno fatto il mazzo.

Ovviamente se mi trovate intrusivo me lo dite e non lo faccio

più, parola.

E  comunque un saluto.

Stefano Disegni

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Commenti

Desidero ringraziare Stefano Disegni per averci inviato questa divertente e sia pure amara riflessione.
Come gli ho anche scritto privatamente, nonostante io stesso abbia votato per il PD, non c'è dubbio che il distacco fra il bel mondo
frequentato da troppi esponenti del PD e il "mondo reale" purtroppo spesso
un (bel po') meno bello e da loro meno frequentato è la causa fondamentale
(specie dopo tanta retorica su Primarie e Coinvolgimento) del tracollo. Altro che sicurezza e altri alibi assortiti.
Basta leggere le liste dei candidati PD, che (con tutte le eccezioni del caso ovviamente) sono troppo evidentemente caricate di portaborse, segretarie, parioline di belle speranze e persone d'apparato, per capire che non poteva finire altrimenti... C'è solo da sperare che tutto questo induca ad un impegno per una riforma elettorale che consenta prima di ogni altra cosa agli elettori e non agli apparati di potere di scegliere i propri rappresentanti.

Da esponente del Pd, pur in una modesta cittadina, concordo almeno in parte con il discorso di Disegni e di Minghetti. La sinistra è malata di un elitarismo ancor più forte di quello che viene condannato nella destra. Il dopo elezioni è stato tutto un susseguirsi di analisi, di confronti, di dibattiti INTERNI. E la colpa quasi sempre veniva delegata ad "altri" (le alte sfere, gli altri partiti, la gente che non ha capito). L'autoreferenzialismo della sinistra è da anni ormai eccessivo. Si è perso il contatto con la realtà e riprova è il fatto che non si utilizzano i moderni mezzi di comunicazione, che non si va a parlare con la gente con le modalità REALMENTE utilizzate dalla gente. Volantinaggi, incontri fiume, dibattiti da tre quattro ore sempre più deserti. Un rapporto con il fare politica assolutamente avulso dal contesto. Credo però che non si possa nemmeno essere improvvisatori della politica come alcuni sedicenti politicanti hanno auspicato il questo post campagna. Per fare politica servono competenze, serve un percorso. L'importante è che nel compiere questo necessario percorso all'interno di un partito non ci si rinchiuda in una stanza perdendo il senso di quello che avviene nel mondo vero. E alcuni ci stanno provando...così per non eccedere nell'autocritica =)

Effetto Maria Antonietta? "Se non hanno pane, che mangino le brioches", questo sembra essere stato il messaggio del PD percepito dagli italiani. E ovviamente in un periodo di crisi economica e sociale un messaggio di questo tipo è risultato particolarmente odioso .... il fatto è, che questa frase Maria Antonietta non l'ha MAI pronunciata: si trattava di una battuta acida riferita alle principesse straniere che sposavano reali francesi, e alla fine del '700 era già vecchia di oltre un secolo. Paradossalmente Maria Antonietta è stata una delle regine di Francia più "caritatevoli", e alcuni episodi di soccorso ai poveri ce lo confermano. Ma la fama di "sprecona affamatrice del popolo" le è rimasta attaccata fino ad oggi: perchè viveva a Versailles, lontana dalla gente su cui regnava e che nemmeno poteva rendersi conto di come fossero veramente i reali di Francia. Fuor di metafora, il PD (per cui anch'io ho votato) si è arroccato nella sua personale versione di Versailles, e non c'è da meravigliarsi se quando il 14 aprile Veltroni & C. di fronte ai risultati elettorali hanno chiesto "ma questa è una rivolta?" hanno dovuto constatare che, invece, si trattava di una rivoluzione .... Essendo una rivoluzione democratica, le "teste tagliate" lo sono state solo in senso metaforico e (per fortuna) non letterale; ed essendo una rivoluzione democratica, potrà essere superata dagli eventi senza dover fortunatamente passare attraverso il Terrore. Ma fermi non si può stare. Personalmente suggerisco di prendere ad esempio (ma senza ghigliottina ....) l'Incorruttibile Robespierre, visto che fra le altre cose in Italia c'è tanto bisogno di sicurezza e pulizia morale. Forse, anche se non c'entra nulla con la Rivoluzione Francese, bisognerebbe prendere anche un po' a modello il Che Guevara: bisogna essere duri, ma non perdere la tenerezza .... bisogna pensare ai massimi sistemi, ma poi calarli anche nella realtà pratica!
Valeria Novellini

Ringrazio tutti coloro che stanno partecipando a questa discussione e segnalo che altri commenti sono naturalmente disponibili presso il blog di Stefano Disegni:
http://stefanodisegni.nova100.ilsole24ore.com/2008/05/atticismo-milit.html?cid=113628984#comment-113628984

Ho vissuto fuori dall'Italia quasi sette anni, prima a Londra e poi a Chicago, e sono tornata, credo, nel momento sbagliato.... ho seguito con passione la nascita e la crescita della cometa di Obama negli USA, dove abitavo fino al gennaio scorso e dove solo un anno fa nessuno avrebbe potuto immaginare che la voglia di cambiamento sarebbe stata cosi forte.... e spesso, qui in Italia, mi chiedo in quale mondo viviamo.... su tanti, troppi temi, siamo assolutamente, "culturalmente", troppo indietro, sui diritti civili, sulle liberta' laiche, sull'immigrazione (si dicono pubblicamente, in televisione, delle cose, qui, sugli immigrati, che negli USA costerebbero la galera o almeno il bando dai mezzi di comunicazione di massa; e che in Inghilterra non sono nemmeno immaginabili....), sulla sicurezza.... la sinistra certo ha delle responsabilita', ma la prima, che riguarda tutti, credo sia la necessita' di recuperare un linguaggio comune degno di un paese democratico con una storia, e che va al di la' di schieramenti politici, per reimpostare le basi di una convivenza civile. Che paese siamo diventati e che paese vogliamo diventare? per rispondere non credo sia sufficiente uscire dai salotti, bisogna cominciare a uscire dalle frontiere....

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