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C'era una volta il Milan degli Invincibili
di Carlo Genta
Giuro, l'argomento l'avevo già deciso. Poi il caso, che è sempre bizzarro, vuole che mentre mi metto al computer, spunti in diretta tv il Presidente del Consiglio, nonché proprietario-non-più-presidente del Milan. Accusa e si difende. Mostra un cartello: «Abbiamo già mantenuto molti impegni». Lungi da noi, Satana: nemmeno ci sfiora, anzi ci gira molto al largo, l'idea di buttarla in politica. Ma non ci si può far nulla se in questo Paese che non finisce mai di stupire, cose e interessi si abbracciano come amanti disperati. Qualche malizioso avrà già pensato che in quel cartello alla sinistra di Silvio Berlusconi non c'è la faccia da coniglio mannaro di Ronaldinho, che il giorno prima della tornata elettorale era su tutti i giornali in (fotomontaggio) rossonero. Il fratel-procuratore Roberto de Assis, in quei giorni, abitava in via Turati e Galliani se lo portava in giro come una Madonna in processione, dallo stadio al ristorante, dove si premurava di versargli vino rosso.
Poi sono successe molte altre cose, compresa la vittoria alle elezioni e la sconfitta del Milan anche nella corsa al pane della Champions League. Adesso Berlusconi rispolvera i sondaggi, che indicano come gli italiani sono con lui, più che mai. Nessun motivo di dubitarne, per quel che ce ne importa dei sondaggi. I dubbi sarebbero semmai sul sottoinsieme: italiani tifosi del Milan. Lì risultano altri sentimenti. Anzi, circola in rete una petizione che raccoglie firme per spingere il Cavaliere a cedere la creatura rossonera. Pare vada alla grande. Non vorremmo che il calcio che è stato qualche volta cavallo di Troia, diventasse adesso tallone d'Achille per il premier.
Certo, per chi non è tifoso del Milan, è una estate da spaccarsi dal ridere. Oppure, a scelta, da provare quasi tenerezza verso il Diavolo. Vedi il cagnolino rossonero che si avvicina agli ossi degli alani del calcio. Un bau e il Milan scappa. Il bau è in euro contanti, che via Turati ha deciso di non spendere più. E non da oggi. Ripensate ad esempio alla interminabile trattativa che portò Oddo a Milano. Va beh, dall'altra parte c'era quel gigante di Lotito, quello del "dare soldi, vedere cammello", quello che bisogna presentarsi con il dizionario italiano-latino nella borsa. Però si finì a contare i centesimi. Stessa storia si è ripetuta per Zambrotta. Mentre c'era una volta un Milan che quando voleva un giocatore andava a prenderlo in cinque minuti, senza lasciare nemmeno spazio alla chiacchiera da mercato. I tempi cambiano, in fondo è anche giusto, legittimo, perfino bello. L'importante sarebbe però ammetterlo e magari farsi venire qualche idea alternativa: hai visto mai che alla gente possa pure piacere il piano B? Ad esempio, basta coi giocatori dal curriculum chilometrico almeno quanto l'estratto conto e vai coi giovani, magari quelli del vivaio, magari milanesi e perfino milanisti. La Roma, che certo è messa mille volte peggio del Milan quanto a salvadanaio, ha costruito su questo un nuovo impero. Almeno nel cuore della sua gente, che perdona senza batter ciglio i suoi bimbi, molto meno i brasiliani con la pancia.
Leggiamo con curiosità l'intervista a Piersilvio su pagine rosa. «Sogno di notte Cristiano Ronaldo, mi piace da matti David Villa. Ma stiamo parlando di fantacalcio, i costi sono esagerati». Quei tempi sono finiti. Dicano allora senza paura quali tempi sono incominciati. «Meglio spendere soldi per un bel progetto che per un solo nome». Benissimo, fantastico: presentino allora quel progetto. Senza paura. La gente milanista non domanda altro. Se erano in 60mila a San Siro per la Cavese, se hanno sopportato le scommesse e la serie B, addirittura col bis, se hanno mandato giù Giussi Farina e si sono innamorati di "Razor" Wilkins e Attila Hateley, credete che possano farsela sotto davanti a mondi diversi?
Intanto in rete e sui giornali girano le immagini degli attaccanti rossoneri. Un Ronaldo dall'improbabile pettinatura cotonata, che manco Iva Zanicchi negli anni d'oro e con la pancia che deborda dalla cintura del costume. Ronaldinho col cerchietto luccicante e la maglia da amichevole tiratissima sul ventre, ma forse è un fotomontaggio da torneo notturno dei bar.
Sì, perché la cosa strana e triste è che alla fine il Milan prenderà proprio Ronaldinho, vedrete un po'. Accadrà non appena il Barcellona farà un fischio. E lo farà, dato che lì hanno davvero idee nuove e diverse. Idee comunque con le quali il coniglio mannaro brasiliano non c'entra nulla.
Allora quel cartello "Abbiamo già mantenuto molti impegni" avrà un capitoletto in più. E il Milan somiglierà sempre di più alla caricatura di se stesso.
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